Quanti si dovranno ancora suicidare prima di mettere sotto inchiesta le
banche?
05 aprile 2012
Recentemente nel nostro Paese stanno avvenendo fatti drammatici di gente
che, colta dalla disperazione e dallo sconforto, si toglie la vita. Tanti
suicidi, dei quali molti imprenditori medio-piccoli che di fronte alla crisi
hanno pensato di farla finita, spinti a ciò da problematiche finanziarie,
fiscali, dalla stretta creditizia ed a volte da discutibili indebitamenti
bancari.
La disperazione ha portato e porterà alla luce dei risvolti che in molti
sino ad oggi hanno fatto finta di non vedere, e voglio cercare di ragionare
analizzando fatti concreti per capire se quanto è avvenuto e sta avvenendo è
figlio di casualità, di anomalie di un sistema che funziona, o invece il
freddo risultato di un sistema che punta a trasferire ricchezza dai tanti
cittadini, ai pochi, gestori del potere.
Prendo lo spunto, per un utile confronto, della recente inchiesta della
Guardia di Finanza sull’aumento dei costi del carburante, per verificare se
dietro vi sia una normale crescita dei costi industriali oppure una pura
speculazione che porta all’arricchimento delle compagnie petrolifere. È
semplice capire che il controllo della filiera del prezzo porterà a fare
chiarezza in un settore nel quale pochi centesimi al litro di differenza
vogliono dire miliardi di euro di ricchezza trasferiti a favore delle grandi
lobby di potere.
Io mi occupo di banche ed il mercato creditizio, a differenza di quello
merceologico, è vincolato e tutelato da norme molto severe; il fine pubblico
del mercato creditizio non può sfuggire a nessuno, nemmeno a chi è colto da
interessate amnesie come il Presidente dell’Abi, il quale ha affermato che
le banche sono imprese private senza alcun interesse pubblico: evidentemente
distratto dai problemi della sua banca, dice cose fuori luogo.
Le principali accuse che vengono rivolte al sistema bancario sono legate
all’altissimo costo dei servizi stessi; i tassi di interesse o meglio il
costo del denaro con le varie commissioni, spese e le miriadi di costi
occulti, fanno sì che il credito raggiunga livelli inimmaginabili, che vanno
molto oltre quanto consentito dalla legge stessa.
Di fronte a queste accuse, o meglio di fronte al fine pubblico del mercato
creditizio affermato dall’art. 47 della Costituzione e ribadito dal quadro
normativo, che prevede delle aggravanti di reato se commesso nel contesto
dell’attività bancaria a danno delle imprese, qualcuno si è mai preso la
briga di controllare la fondatezza o meno delle innumerevoli denunce, legali
e non, nei confronti del sistema bancario? Si vuole verificare se le banche
operano nella legalità o no ?
Ciò è fondamentale.
Ricordo a me stesso che il costo del denaro ha dei tetti fissati dalla legge
(legge 108/96) oltre il quale si opera nell’illegalità.
Ragioniamo su dei dati concreti: nel 1997 le banche, rispetto al costo di
approvvigionamento del denaro (tasso euribor a tre mesi) potevano guadagnare
“solo” il 280% prima di oltrepassare il tasso di usura, nel 2005 tale delta
era arrivato al 644%, nel 2011 al 1.032% e, dopo il penultimo regalo fatto
alle banche con l’innalzamento dei tassi soglia, siamo al 1.241%. Questo è
avvenuto a causa dei vari governi e parlamenti che, non certo nell’interesse
dei cittadini, hanno provveduto ad innalzare il livello dei tassi soglia per
consentire alle banche di speculare ancor di più (è come innalzare per legge
i livelli di tolleranza di una sostanza tossica ben sapendo che è gravemente
nociva).
Ma anche se si è alzata in maniera incredibile la soglia dell’usura, e
conseguentemente anche i margini di guadagno “legalizzati”, ciò non è mai
stato sufficiente alla voracità del “sistema banche” in quanto hanno operato
ed operano tutt’ora con sistemi che, pensando di aggirare leggi chiarissime,
nascondono in maniera artificiosa i reali costi applicati alla clientela.
In questi anni grazie alla distrazioni di tutti, organi di vigilanza in
primis, le banche hanno operato in un mondo privo di controlli, violando
repentinamente la legge ed applicando con metodo voci nascoste come
commissioni e spese, le quali venivano illegalmente conteggiate al di fuori
del costo del denaro. Se si va a fare “una fotografia” di quanto realmente
costa il credito con una banale operazione di matematica ci si accorge che
un prestito di 10 mila euro può arrivare a costare per un anno oltre
2.500/3.000 euro, ovvero un costo del 25/30% che però, grazie a delle
formule di calcolo utilizzate dalle banche, costruite ad hoc, che escludono
delle voci, quindi modificando di fatto la formula prevista dalla legge,
diventa magicamente un “solo 10/12%”.
Qualcuno diceva che la matematica non è un’opinione, ma per le banche
evidentemente lo è.
Ma torniamo alla domanda iniziale: tutto ciò è legale? È consentito?
Secondo un’indagine della CGIA di Mestre il sistema delle imprese italiane
paga per servizi bancari circa 4 miliardi euro in più rispetto alle omologhe
tedesche e francesi. Tutti gli indicatori dei costi dei servizi bancari
mettono l’Italia al primo posto in Europa; di recente un dato pubblicato da
Banca d’Italia afferma che, rispetto alla precedente rilevazione, le banche
hanno incrementato il margine di interessi dallo 0,31% di ottobre allo 0,69%
di febbraio. Banca d’Italia, a commento di ciò, afferma che “allo sportello
c’è un problema di trasparenza nei rapporti tra banca e clientela” ma cosa
significa trasparenza in questo contesto, se non rispetto della legge che,
al contrario, è permanentemente violata? Tutto ciò è legale?
Questi sono fatti, come quelli evidenziati in una lettera che l’Autorità
Garante per la Concorrenza ed il Mercato invia il 16.04.10 a Banca d’Italia,
nella persona del direttore centrale, con la quale si comunica la
rilevazione, in determinate aree del Paese tra le quali la Regione Calabria,
di tassi superiori al 20%. Si tratta brutalmente della constatazione di un
reato in quanto il tasso soglia del periodo era intorno al 13%, ma pur
davanti a tale rilevazione, chi ha fatto qualcosa? Siccome siamo in presenza
di un reato chi ha provveduto, visti gli obblighi, a segnalare ciò alle
autorità competenti e che cosa ha fatto Banca d’Italia a seguito di tale
forte comunicazione?
Ribadisco la mia domanda iniziale: siamo sicuri che tutto ciò sia legale?
Certamente io con documenti alla mano sono in condizione di rispondere, ma
mi voglio limitare solo a richiamare alcuni fatti:
a) il nucleo della Polizia tributaria di Matera con una nota del 24/04/09
afferma che i software delle banche sono manipolati.
b) L’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato con diverse indagini
(IC36, IC45) attesta che il mercato creditizio in Italia è controllato da un
cartello che priva il mercato dalla libera concorrenza.
c) Banca d’Italia richiama le banche in diverse occasioni e con note
pubbliche ad essere oneste e “rispettare la legge”.
d) Vi sono verbali di assemblee di importanti banche in cui i soci parlano
di bilanci falsi e di usura.
e) Vi è un dipartimento riservato all’interno dell’Abi, il Dipo
(dipartimento perdite operative), che analizza le perdite delle banche il
quale, dall’analisi dei dati trasmessi dai diversi istituti di credito,
evidenzia che la fonte principale di perdite operative, pari ad 1,44
miliardi di euro, è dovuta ai comportamenti messi in atto con “un intento di
frodare, aggirare la regolamentazione o infrangere la legge o le policy
aziendali” a danno dei clienti ed a vantaggio della banca.
Questi fatti, insieme alle centinaia di migliaia di denunce presentate nelle
Procure italiane, non sono forse sufficienti ad avviare una seria indagine
per accertare se il comportamento delle banche è rispettoso delle leggi,
peraltro molto chiare?
Si può verificare, nel nome dell’eguaglianza di fronte alla legge, se le
banche sono un’associazione a delinquere oppure un’organizzazione seria che
opera nel rispetto delle leggi, come tutti ci auguriamo?
Quanta gente deve ancora morire prima di arrivare a conoscere la verità?
Purtroppo oggi il potere bancario, come confermato dagli scandali quotidiani
che ormai da tempo si susseguono, è il soggetto che detiene e gestisce la
governance del paese ed è intoccabile al punto che, di fronte alle
violazioni che stanno emergendo nei tribunali, le lobby bancarie stanno
provvedendo a far modificare le leggi e rendere impuniti i loro reati.
Capisco quindi che difficilmente agli organi preposti, magistrati e
vigilanza, gli verrà consentito di indagare su tali fatti, ma ciò è
corretto?
Forse una verità prima è meglio delle rivoluzioni degli “indignados” poi; si
risparmiano morti e disperati.
Autore: Antonino De Masi
Fonte: liberoreporter.eu
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Inoltro un messaggio importante di Italo Choni Dorje
Ho appena finito di registrare un audio parecchio importante...
NON riguarda direttamente la spiritualita' o la meditazione;
al tempo stesso, si tratta di tematiche di cui, in quanto cittadini
di questo mondo, dobbiamo occuparci.
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ECCO L'AUDIO IN CUI RACCONTO TUTTA LA STORIA:
http://clicks.aweber.com/y/ct/?l=Kalta&m=JGyGGbCojOk.Wj&b=sq.Xib3LgGUACLfhAfFrdA
************************************************
Per favore, scarica e ascolta questo audio mp3 e fallo ascoltare
anche ad altre persone: si tratta di informazioni importanti,
attuali e inedite.
In questo audio, ti parlero' di un piano, in corso di svolgimento,
per arrestare 10.000 membri di una organizzazione criminale
internazionale, che controlla e domina il mondo intero da almeno
100 anni.
Ti parlero' delle origini di questo piano e delle fonti da cui traggo
queste informazioni.
Ti parlero' del motivo per cui queste informazioni sono state
rilasciate, appena 4 giorni fa.
Ti parlero' della sequenza di eventi che potrebbe portare all'arresto
di migliaia di persone che da decenni compiono crimini contro
l'umanita'.
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ECCO L'AUDIO IN CUI RACCONTO TUTTA LA STORIA:
http://clicks.aweber.com/y/ct/?l=Kalta&m=JGyGGbCojOk.Wj&b=sq.Xib3LgGUACLfhAfFrdA
************************************************
Soprattutto, ti parlero' - IN POSITIVO, non solo "in negativo"! -
di quei valori che dovrebbero UNIFICARCI e ISPIRARCI nella
costruzione di un mondo migliore:
Liberta', Felicita' e Responsabilita'.
venerdì 6 aprile 2012
giovedì 22 marzo 2012
Marco Travaglio: l'Italia è una fabbrica di alibi
"All'estero se un politico commette un reato il politico sparisce: in Italia sparisce il reato. Siamo la fabbrica degli alibi". Marco Travaglio passa in rassegna i casi più eclatanti di corruzione all'epoca di Tangentopoli e quelli di vent'anni dopo.
martedì 27 dicembre 2011
L'Argentina è in lutto. Il sottosegretario al commercio, all'uscita da una riunione con il Fondo Monetario, si impicca all'età di 33 anni.
Tempi duri per i puri, non vi è dubbio.
A Montevideo, Uruguay, ieri notte, il sottosegretario alla presidenza e al commercio nonché l'uomo che sarebbe dovuto essere il prossimo ministro dell’economia della Repubblica Argentina, Ivan Heyn si è impiccato nella sua stanza d’albergo, all’Hotel Radisson.
La notizia, indifferente per noi europei, viene vissuta come una enorme tragedia per tutta l’America Latina e anche in Usa l’evento ha suscitato un forte impatto.
Per diversi motivi. Tra cui, non ultimo, la giovane età dell’economista: 33 anni.
Considerato il padre dell’attuale rivoluzione economica argentina, Ivan Heyn si trovava a Montevideo per una riunione allargata del Mercosur (sarebbe il corrispondente in America Latina della Unione Europea) alla quale erano stati invitati anche i responsabili di Usa e Gran Bretagna. Uscendo da una riunione ristretta con i delegati del Fondo Monetario Internazionale, l’economista ha pronunciato la frase “io questo non lo posso proprio fare”. Da quel momento è sparito e nessuno l’ha più visto.
Dieci ore dopo è stato trovato impiccato nella sua suite dell’albergo.
In Argentina gli stanno tributando un enorme cordoglio. Veniva soprannominato “el economista callejero”, l’economista di strada, perché proveniva da una famiglia povera, e nonostante la sua prestigiosa carriera, aveva scelto di rimanere a vivere nel suo quartiere natìo di Constituciòn, tra i più popolari e poveri della capitale Buenos Aires, dove era riverito e amato dalla gente. Si era laureato in economia a 24 anni e, per un caso fortuito, al bar dell’università, il giorno della laurea, aveva incontrato Maximo, il figlio primogenito della presidenta Christina Kirchner, con il quale condivideva il fatto di essere fidanzati con due gemelle. Attivo militante del gruppo La Càmpora, la frazione più a sinistra del partito peronista al potere, si era specializzato in macro economia e aveva accettato una consulenza al ministero dell’economia, diventando poi consigliere personale della Kirchner. In seguito, lei stessa aveva fortemente spinto per farlo accettare dagli anziani del partito dandogli il sottosegretariato al commercio e indicandolo chiaramente come la figura preminente a cui affidare nel 2012 il dicastero dell’economia.
Un anno e mezzo fa, nel corso di una riunione del Fondo Monetario Internazionale, si era scontrato con Strauss Kahn rifiutandosi di accettare e seguire le indicazioni del fondo che vedevano con preoccupazione l’alta inflazione in Argentina (circa il 30%). Post keynesiano tinto di marxismo, Ivan Heyn – il padre era un intellettuale libertario tedesco sfuggito alla persecuzione della Stasi nella Germania dell’est ed emigrato in Argentina nel 1966- aveva lanciato un ambizioso programma che si è rivelato vincente. “Abbiamo tre nemici: la povertà dei ceti disagiati, l’impoverimento dei ceti medi, e il rischio di conflitti sociali interni” aveva sostenuto, varando un piano economico (bocciato dal Fondo Monetario Internazionale) che ruotava intorno a un allargamento del welfare, a un massiccio impegno di sovvenzioni sociali per il rilancio del consumo interno, aumentando le tasse ai ceti ricchi e abbattendo le aliquote fino a zero a tutti i ceti imprenditoriali della fascia media a condizione che assumessero almeno dieci giovani tra i 18 e i 28 anni.
In seguito alle sue idee applicate, l’Argentina è cresciuta nell’ultimo biennio a una velocità del 9,2% l’anno, seconda nel mondo soltanto alla Cina, con l’abbattimento della povertà, e la disoccupazione che dal 22% è scesa al 4%. Il prezzo da pagare è stato un incremento altissimo dell’inflazione, severamente condannato sia dal Fondo Monetario che dall’Europa. Celebre il suo scontro con il collega tedesco in visita ufficiale, quando, alla conferenza stampa in televisione, ebbe a dire “Che cosa me ne importa a me di avere una inflazione al 3% come avete voi in Europa essendo infelici tutti, se io posso dare felicità alla mia nazione con una inflazione al 30%? Lo so da me che va abbassata, ho studiato economia anch’io. Lo faremo. Ma lo faremo soltanto quando ci saremo ripresi tutti. Non prima. La felicità ha valore soltanto se può essere condivisa collettivamente, è una teoria economica, questa, e mi meraviglio che lei che viene dal Primo Mondo non lo sappia. La felicità per pochi privilegiati, non è vera felicità, è avidità bulimica. E’ un peccato mortale. Lo sa anche il papa. E noi siamo cattolici”.
E’ molto probabile che non sapremo mai perché si è ucciso.
La sua ultima riunione era relativa al fatto che l’Argentina aveva denunciato per protezionismo sia gli Usa che la Gran Bretagna sei mesi fa. Il governo Usa e quello britannico, infatti, hanno bloccato l’importazione di limoni argentini con la scusa che non rispettavano i parametri sanitari della Unione Europea. L’Argentina è il primo paese al mondo produttore di limoni. Gli argentini avevano protestato sostenendo che si trattava di un trucco dato che la Coca Cola e la Lipton acquistano in Argentina il 90% dei loro limoni, perché il rapporto prezzo/qualità è il più competitivo in assoluto al mondo.
E’ in atto, in questi mesi, un furioso scontro tra il Mercosur (Cile, Bolivia, Argentina, Brasile, Paraguay, Venezuela, Peru, Uruguay, Ecuador) e l’Europa. I sudamericani hanno apertamente accusato l’Unione Europea “di essersi venduta ai cinesi facendo passare un discorso sulla quantità a scapito della qualità” e gli argentini si sono dichiarati orgogliosi di essere l’unico paese al mondo che in Cina esporta senza importare nulla. L’Argentina, infatti, vende il 95% della propria soja (è il primo produttore al mondo) alla Cina. Inoltre, in Argentina, la Cina viene presentata al pubblico come un paese fascista.
Una gigantesca campagna pubblicitaria progresso voluta proprio da Heyn, nel 2009, verteva proprio su quest’aspetto, contestata dagli Usa e dalla Germania che sostenevano violasse i principii democratici della convivenza esaltando il razzismo. Gli argentini se ne sono fregati. La campagna ruotava tutta intorno allo slogan “i cinesi sono tanti ma le loro merci valgono davvero molto poco: meglio acquistare merci argentine. Siamo pochi ma ciò che produciamo vale molto”.
In tutto il Sudamerica hanno deciso una giornata di lutto nazionale, per ricordare il più giovane economista mai assurto al rango di ministro dell’economia nella martoriata storia del territorio latino del continente americano.
Che riposi in pace.
http://atenen.webnode.it/
lunedì 5 dicembre 2011
Il Lato Oscuro del Nuovo Ordine Mondiale
Tutti conosciamo l'enorme diffusione di corporazioni e multinazionali, in qualsiasi parte del mondo.
Senza dubbio, queste enormi entità sovranazionali hanno contribuito a creare ricchezza e benessere, soprattutto per i loro azionisti, ma forse non siamo a conoscenza dell'impatto negativo, che queste corporazioni hanno sull'ambiente, sulla salute, e sulle popolazioni locali, utilizzate come manodopera a basso costo.
Marcello Pamio Il Lato Oscuro del Nuovo Ordine Mondiale - Macro Edizioni
Questo è un libro sul potere. Non il potere come viene rappresentato nel teatrino che quotidianamente recita le sue inutili litanie sui palcoscenici dei mass-media, ma per quello che è realmente nella sua essenza. Un potere che è unico ma che si manifesta attraverso mille volti diversi, tutti suadenti e persuasivi ma tutti allo stesso modo ingannevoli e falsi. Un potere che si nasconde agli occhi della gente perché non ha alcun interesse a mostrarsi, né tanto meno alcun desiderio di farlo poiché non deve mostrare che “il re è nudo”. È un libro difficile, questo. Come avverte lo stesso autore, le informazioni sono pochissime e spesso del tutto fuorvianti. Però, era necessario che fosse scritto, ed è necessario leggerlo fino in fondo con spirito critico. È una lettura che lascia senza fiato, tanto appaiono incredibili alcune delle informazioni che vi sono riportate. Ma è tutto perfettamente logico e conseguente. Esiste un gruppo di burattinai che domina la nostra esistenza. Sono poche famiglie che si sono impadronite del potere nel momento in cui è crollato l’ancien régime, e da allora lo gestiscono con abilità diabolica e indubbiamente geniale, passando attraverso rivoluzioni, dittature, democrazie, regimi di ogni genere senza che il loro potere ne sia scalfito se non marginalmente. Ma in che cosa consiste questo potere? Mayer Amschel Rothschild, il famoso banchiere che è uno dei protagonisti di questo libro, scrisse oltre due secoli fa: «Mi si consenta di battere e controllare la moneta di un Paese e dopo non m’importerà chi siano i suoi governanti». Da allora, un alone di mistero travestito da scienza e tecnica avvolge le maniere di battere moneta e una continua disinformazione e distorsione della verità ha ottuso le coscienze delle persone. I “Burattinai”, come li chiama Marcello Pamio, hanno preso saldamente nelle loro mani il controllo del denaro e in questo modo hanno costruito il loro potere. Le maggiori istituzioni bancarie del mondo sono nelle mani di poche famiglie, e queste banche controllano, a loro volta, per mezzo del debito, quasi la totalità della produzione mondiale d’ogni sorta di bene, soprattutto di quelli essenziali, come il petrolio, l’elettricità o la chimica.
Il potere del denaro si fonda su un inganno rozzo e in fondo banale. Non c’è niente di trascendentale nel fatto che le banche creano denaro dal nulla, niente di sofisticato. Ciò che è incredibile, è la maniera in cui questa grossolana truffa è stata fatta passare per una necessità e addirittura per un’attività filantropica. Le banche non solo ti costringono al debito se vuoi sopravvivere e fare qualcosa, ma dettano anche le leggi dell’etica, loro che fondano su una truffa il proprio potere. Nelle università, finanziate per lo più dalle banche, stuoli di servi sono pronti ad ammantare dietro un velo di tecnicismo e di assurdità logiche la truffa della creazione di denaro dal nulla e il meccanismo attraverso il quale il potere finanziario s’impadronisce della vita di tutti noi. Ogni tanto qualche spirito libero si ribella e viene regolarmente emarginato e deriso da un mondo accademico che non esita a «negare l’evidenza», come ebbe modo di sottolineare John Maynard Keynes oltre settant’anni fa. Il potere del denaro è sostenuto da un enorme apparato di persuasione che trova la sua stessa ragione di esistere nel meccanismo di riproduzione del capitale monetario. L’informazione deve produrre denaro e nel farlo si conforma alle esigenze del potere finanziario. Ma non è solo l’informazione ad essere assoggettata al potere della finanza. Come si dimostra nel libro, ogni aspetto della vita umana è sotto il controllo dei burattinai e del loro apparato di persuasione per mezzo del sistema di accumulazione di capitale monetario. La medicina genera mostri in continuazione allo scopo di vendere più medicine e accumulare più denaro, così come la scienza genera pensiero e idee solo nella misura in cui producono denaro e accumulazione. In poche parole, in ogni parte del mondo il fine di tutti è diventato quello di possedere denaro e accumularlo, e in questa maniera esso è divenuto un dio al quale tutti gli uomini sono tributari. La logica del dio denaro, l’accumulazione del capitale monetario, ha pervaso di sé tutto l’universo e ha subordinato l’umanità al proprio volere. È questo il senso di questo libro, dimostrare quanto sia assurdo un sistema generato dagli uomini in cui gli uomini stessi sono strumenti del potere di un dio posto al di fuori di loro. In questo senso, il denaro è un dio metafisico, lontano e irraggiungibile dagli uomini e che si cura solo della propria vita e del proprio potere. Il rovesciamento della medicina da strumento per la cura degli uomini a strumento per l’accumulazione del capitale monetario, il rovesciamento della giustizia stessa da strumento di regolazione dei rapporti tra gli uomini in strumento d’oppressione e di alimentazione dell’accumulazione monetaria, l’uso dell’informazione e della cultura come strumenti non per la crescita delle capacità umane ma per la riproduzione del denaro, sono gli effetti perversi del dominio del denaro e dei suoi burattinai. Il tempo di questo potere è segnato, poiché esso, dopo essersi impadronito di tutto il mondo, non è più in grado di far fronte alle necessità di sviluppo e di crescita dell’umanità. La sua logica consiste nello schiavizzare gli uomini e non nello sviluppo della loro coscienza, che presuppone ed esige la libertà. Allo stesso tempo, la storia pretende che gli uomini siano sempre più liberi e consapevoli. La stessa produzione esige una maggiore consapevolezza e coscienza dell’uomo quale produttore e consumatore. Non sarà semplice liberarsi dal potere dei burattinai e dai loro inganni, ma è necessario farlo e la loro sorte è già segnata.
Questo libro è un capitolo della sentenza della storia che li condannerà.
http://www.ilconsapevole.it/articoli/il-lato-oscuro-del-nuovo-ordine-mondiale.php
Senza dubbio, queste enormi entità sovranazionali hanno contribuito a creare ricchezza e benessere, soprattutto per i loro azionisti, ma forse non siamo a conoscenza dell'impatto negativo, che queste corporazioni hanno sull'ambiente, sulla salute, e sulle popolazioni locali, utilizzate come manodopera a basso costo.
Marcello Pamio Il Lato Oscuro del Nuovo Ordine Mondiale - Macro Edizioni
Questo è un libro sul potere. Non il potere come viene rappresentato nel teatrino che quotidianamente recita le sue inutili litanie sui palcoscenici dei mass-media, ma per quello che è realmente nella sua essenza. Un potere che è unico ma che si manifesta attraverso mille volti diversi, tutti suadenti e persuasivi ma tutti allo stesso modo ingannevoli e falsi. Un potere che si nasconde agli occhi della gente perché non ha alcun interesse a mostrarsi, né tanto meno alcun desiderio di farlo poiché non deve mostrare che “il re è nudo”. È un libro difficile, questo. Come avverte lo stesso autore, le informazioni sono pochissime e spesso del tutto fuorvianti. Però, era necessario che fosse scritto, ed è necessario leggerlo fino in fondo con spirito critico. È una lettura che lascia senza fiato, tanto appaiono incredibili alcune delle informazioni che vi sono riportate. Ma è tutto perfettamente logico e conseguente. Esiste un gruppo di burattinai che domina la nostra esistenza. Sono poche famiglie che si sono impadronite del potere nel momento in cui è crollato l’ancien régime, e da allora lo gestiscono con abilità diabolica e indubbiamente geniale, passando attraverso rivoluzioni, dittature, democrazie, regimi di ogni genere senza che il loro potere ne sia scalfito se non marginalmente. Ma in che cosa consiste questo potere? Mayer Amschel Rothschild, il famoso banchiere che è uno dei protagonisti di questo libro, scrisse oltre due secoli fa: «Mi si consenta di battere e controllare la moneta di un Paese e dopo non m’importerà chi siano i suoi governanti». Da allora, un alone di mistero travestito da scienza e tecnica avvolge le maniere di battere moneta e una continua disinformazione e distorsione della verità ha ottuso le coscienze delle persone. I “Burattinai”, come li chiama Marcello Pamio, hanno preso saldamente nelle loro mani il controllo del denaro e in questo modo hanno costruito il loro potere. Le maggiori istituzioni bancarie del mondo sono nelle mani di poche famiglie, e queste banche controllano, a loro volta, per mezzo del debito, quasi la totalità della produzione mondiale d’ogni sorta di bene, soprattutto di quelli essenziali, come il petrolio, l’elettricità o la chimica.
Il potere del denaro si fonda su un inganno rozzo e in fondo banale. Non c’è niente di trascendentale nel fatto che le banche creano denaro dal nulla, niente di sofisticato. Ciò che è incredibile, è la maniera in cui questa grossolana truffa è stata fatta passare per una necessità e addirittura per un’attività filantropica. Le banche non solo ti costringono al debito se vuoi sopravvivere e fare qualcosa, ma dettano anche le leggi dell’etica, loro che fondano su una truffa il proprio potere. Nelle università, finanziate per lo più dalle banche, stuoli di servi sono pronti ad ammantare dietro un velo di tecnicismo e di assurdità logiche la truffa della creazione di denaro dal nulla e il meccanismo attraverso il quale il potere finanziario s’impadronisce della vita di tutti noi. Ogni tanto qualche spirito libero si ribella e viene regolarmente emarginato e deriso da un mondo accademico che non esita a «negare l’evidenza», come ebbe modo di sottolineare John Maynard Keynes oltre settant’anni fa. Il potere del denaro è sostenuto da un enorme apparato di persuasione che trova la sua stessa ragione di esistere nel meccanismo di riproduzione del capitale monetario. L’informazione deve produrre denaro e nel farlo si conforma alle esigenze del potere finanziario. Ma non è solo l’informazione ad essere assoggettata al potere della finanza. Come si dimostra nel libro, ogni aspetto della vita umana è sotto il controllo dei burattinai e del loro apparato di persuasione per mezzo del sistema di accumulazione di capitale monetario. La medicina genera mostri in continuazione allo scopo di vendere più medicine e accumulare più denaro, così come la scienza genera pensiero e idee solo nella misura in cui producono denaro e accumulazione. In poche parole, in ogni parte del mondo il fine di tutti è diventato quello di possedere denaro e accumularlo, e in questa maniera esso è divenuto un dio al quale tutti gli uomini sono tributari. La logica del dio denaro, l’accumulazione del capitale monetario, ha pervaso di sé tutto l’universo e ha subordinato l’umanità al proprio volere. È questo il senso di questo libro, dimostrare quanto sia assurdo un sistema generato dagli uomini in cui gli uomini stessi sono strumenti del potere di un dio posto al di fuori di loro. In questo senso, il denaro è un dio metafisico, lontano e irraggiungibile dagli uomini e che si cura solo della propria vita e del proprio potere. Il rovesciamento della medicina da strumento per la cura degli uomini a strumento per l’accumulazione del capitale monetario, il rovesciamento della giustizia stessa da strumento di regolazione dei rapporti tra gli uomini in strumento d’oppressione e di alimentazione dell’accumulazione monetaria, l’uso dell’informazione e della cultura come strumenti non per la crescita delle capacità umane ma per la riproduzione del denaro, sono gli effetti perversi del dominio del denaro e dei suoi burattinai. Il tempo di questo potere è segnato, poiché esso, dopo essersi impadronito di tutto il mondo, non è più in grado di far fronte alle necessità di sviluppo e di crescita dell’umanità. La sua logica consiste nello schiavizzare gli uomini e non nello sviluppo della loro coscienza, che presuppone ed esige la libertà. Allo stesso tempo, la storia pretende che gli uomini siano sempre più liberi e consapevoli. La stessa produzione esige una maggiore consapevolezza e coscienza dell’uomo quale produttore e consumatore. Non sarà semplice liberarsi dal potere dei burattinai e dai loro inganni, ma è necessario farlo e la loro sorte è già segnata.
Questo libro è un capitolo della sentenza della storia che li condannerà.
http://www.ilconsapevole.it/articoli/il-lato-oscuro-del-nuovo-ordine-mondiale.php
domenica 20 novembre 2011
15 milioni di contadini succubi degli Ogm - 250mila si sono suicidati
Un nuovo rapporto, intitolato “L’imperatore Ogm è nudo”, redatto da ben 20
organizzazioni internazionali e pubblicato da Navdanya International,
fotografa con estrema chiarezza le conseguenze degli organismi geneticamente
modificati. Tutte negative
Quindici milioni di contadini sono ostaggio degli Ogm, e 250.000 agricoltori
– ridotti sul lastrico – si sono tolti la vita negli ultimi anni. È
l’agghiacciante denuncia lanciata dalla studiosa ed attivista indiana
Vandana Shiva: il 70% del commercio globale di sementi è ormai controllato
da appena tre grandi multinazionali, e gli organismi geneticamente
modificati, che dovevano aumentare le produzioni e ridurre i pesticidi,
stanno condizionando il sistema agricolo mondiale. Lo afferma senza mezzi
termini un nuovo rapporto, intitolato “L’imperatore Ogm è nudo”, redatto da
ben 20 organizzazioni internazionali e pubblicato da Navdanya International,
associazione con sede a Firenze. Presentati sin dall’inizio come potenziale
soluzione alle crisi alimentari globali, all’erosione dei suoli e all’uso di
sostanze chimiche in agricoltura, oggi gli Ogm coprono oltre un miliardo e
mezzo di ettari di terreni in 29 diverse nazioni. Ma non sembrano aver
mantenuto le promesse.
Tra le delusioni degli Ogm, la lotta contro i parassiti: le nuove colture
hanno favorito la diffusione di specie nocive e ancora più pericolose. In
Cina, dove il cotone Bt resistente agli insetti è largamente diffuso, i
parassiti sono infatti aumentati di 12 volte dal 1997. Non solo, una ricerca
del 2008 dell’International Journal of Biotechnology ha rivelato che tutti i
benefici dovuti alla coltivazione di questo tipo di cotone erano stati
annullati sia nella Repubblica Popolare che nella vicina India dal crescente
uso di pesticidi, necessari in quantità sempre maggiori proprio per
combattere questi nuovi “super-parassiti”. Stessa sorte per i coltivatori di
soia gm in Brasile ed Argentina che, dalla conversione delle loro colture,
hanno dovuto raddoppiare l’uso di erbicidi per disfarsi di super-weeds
capaci di crescere anche di un centimetro al giorno (come l’erba infestante
pigweed). E ciò senza neppure il vantaggio di avere coltivazioni più
resistenti al sole o alla siccità.
Secondo The Gmo Emperor has no clothes. Global Citizens Report on the State
of GMOs, gli Ogm hanno solamente portato poche multinazionali ad un
inquietante strapotere. Basti pensare che le sole Monsanto, Dupont e
Syngenta controllano oggi il 70% del commercio globale di sementi. Un fatto
che permette ai tre colossi biotech di stabilire (ed alzare) i prezzi a loro
piacimento. Ma che proprio per questo, secondo gli scienziati, sta avendo
conseguenze devastanti su molti degli oltre 15 milioni di agricoltori
diventati loro clienti.
In Africa, Sud America e soprattutto in India, i suicidi di contadini
impossibilitati a sostenere i costi sempre più elevati dell’agricoltura
intensiva imposta dagli organismi geneticamente modificati sono arrivati a
livelli inaccettabili. Solo nel Paese asiatico, ricorda Vandana Shiva (che
presiede Navdanya International), negli ultimi 15 anni le persone che si
sono tolte la vita per questo motivo hanno superato le 250mila unità: quasi
una ogni mezz’ora, dal 1996 ad oggi.
Oltre che gli effetti ambientali e sociali, gli studiosi temono conseguenze
sulla salute, anche se ufficialmente non ancora dimostrate. Non solo nei
Paesi “poveri”, ma anche negli Usa, che 15 anni fa lanciarono le
coltivazioni gm: oggi gli Stati Uniti ne sono il primo produttore mondiale,
con il 93% delle coltivazioni di soia, l’80% del cotone, il 62% della colza
e il 95% della barbabietola da zucchero.
In Europa gli organismi geneticamente modificati non sono ancora penetrati
come nel resto del mondo, ma manca poco: “L’Ue – spiega il rapporto –
importa il 70% dei mangimi, in massima parte soia e mais provenienti dagli
Stati Uniti” e quasi sempre geneticamente modificati. Di conseguenza, anche
dove non permessi, gli Ogm “sono potenzialmente presenti nelle farine di
mais e di soia, che figurano come ingredienti di tantissimi prodotti
alimentari”.
Un fatto che non dovrebbe creare allarmismi, per Mark Buckingham della GM’s
industry’s Agriculture and Biotechnology Council, che al contrario elogia
gli enormi potenziali benefici di queste tecnologie. “Dall’India al
Sudafrica, milioni di contadini hanno già valutato l’impatto positivo che la
tecnologia degli Ogm può avere sul loro lavoro”, afferma il dottor
Buckingham: “La popolazione mondiale raggiungerà i nove miliardi entro il
2050. Un significativo aumento dei raccolti è quindi necessario, soprattutto
nei Paesi in via di sviluppo”.
Il continuo progredire della ricerca, inoltre, secondo Buckingham potrà
portare gli Ogm a fronteggiare anche sfide come quella dei cambiamenti
climatici: “Si sta sviluppando una tecnologia per la tolleranza alla
siccità, che permetterà alle colture di affrontare senza problemi periodi di
bassa umidità dei terreni”. Ogm come soluzione ai problemi ambientali? Per
Vandana Shiva, in realtà “il modello degli Ogm scoraggia i contadini nel
provare metodi di coltivazione più ecologici”, e le corporation che lo
promuovono stanno “distruggendo le alternative” al solo scopo di “perseguire
il profitto”.
Autore: Andrea Bertaglio
Fonte: ilfattoquotidiano.it
sabato 12 novembre 2011
12 /11/ 2011 DIMISSIONI BERLUSCONI ALLELUIA - E' STATO BELLO
È stato bello
di Marco Travaglio
Non entrerò mai in politica. Scendo in campo. Il
Paese che amo. Per un nuovo miracolo
italiano. L'Italia come il Milan. Basta ladri di
Stato. La rivoluzione liberale. Il Polo delle
Libertà. Il decreto Biondi. Vendo le mie tv. Golpe
giudiziario. Giuro sulla testa dei miei figli. Lasciatemi
lavorare. Sono l'unto del Signore. Ribaltone. Scalfaro è
comunista. Con Bossi mai più nemmeno un caffè. Mai
detto che sono l'Unto del Signore. Dini è comunista. Il
popolo è con me. Prodi utile idiota dei comunisti.
Visco Dracula. Toghe rosse. D'Alema è comunista.
L'amico Massimo. La Costituzione è comunista. La
grande riforma della Costituzione. La Casa delle
Libertà. Il premier non ha poteri. La grande riforma
della giustizia. L'amico Vladimir. L'amico George.
L'amico Muammar. Gheddafi leader di libertà. Nessun
condono. Concordato fiscale. Scudo fiscale. Condono
fiscale ed edilizio. Letta è una benedizione di Dio.
Romolo e Remolo. All Iberian mai sentita. Mills mai
conosciuto. La proporrò per il ruolo di kapò. Turisti
della democrazia. L'Islam civiltà inferiore. Meno tasse
per tutti. Tutta colpa dell'euro. La mafia, poche
centinaia di persone. Grandi opere. Sono stato
frainteso. Tutta colpa delle torri gemelle. Lei è meglio
di Cacciari, le presenterò mia moglie. Il circuito
mediatico-giudiziario. Fede è un quasi eroe. L'amico
Bossi. Uso criminoso della televisione pagata con i
soldi di tutti. L'amico Pollari. Le rogatorie. La Piovra
rovina l'Italia all'estero. L'amico Pompa. Il falso in
bilancio. Mangano si comportava bene, prendeva la
comunione nella cappella di Arcore. La legge Cirami.
Dell'Utri è perseguitato. Legittimo sospetto. Previti è
perseguitato. Il lodo Maccanico. Il Ponte sullo Stretto.
Il lodo Schifani. Tutti sono uguali di fronte alla legge,
ma io sono un po' più uguale degli altri. Ciampi è
comunista. Il decreto salva-Rete4. I poteri forti. La
legge Gasparri. L'Economist è comunista. Che ne
direbbe di una ciulatina? I direttori dei giornali devono
cambiare mestiere. Bertolaso uomo della Provvidenza.
La legge Cirielli. Mussolini non ha mai ammazzato
nessuno, anzi mandava la gente in vacanza al confino.
Sempre stato assolto. La stampa estera copia da Unità e
Repubblica. Napolitano è comunista. Giustizia a
orologeria. L'amico Minzo. I giudici sono matti,
antropologicamente diversi dal resto della razza
umana.Telekom Serbia è tutta una tangente. I brogli di
Prodi. La commissione Mitrokhin. La giusta amnistia. I
comunisti cinesi bollivano i bambini per farne
concime. Farò sparire la spazzatura da Napoli in tre
giorni. Ho 109 processi. Sarkozy ha imparato da me.
Chi scrive di mafia lo strangolerei con le mie mani. Il
Popolo delle Libertà. Obama abbronzato. Il miracolo
della ricostruzione dell'Aquila. Evadere è un diritto
naturale che è nel cuore degli uomini. Ai giudici noi
insidiamo le mogli, siamo dei tombeur de femmes. Il
Family Day. Che fate, ragazze, mi toccate il culo? Mille
giudici si occupano di me. Agostino,trova una parte ad
Antonella:è impazzita, racconta cose in giro. Lodo
Alfano. La Consulta è comunista. Legittimo
impedimento. Partito dell'Amore e sinistra dell'odio. Il
padre di Noemi autista di Craxi. Prescrizione breve.
Mai frequentato minorenni. Le mani nelle tasche degli
italiani. La signora Lario mente. Processo breve. Vedi,
Patrizia, tu devi toccarti. La privacy. Processo lungo.
Candido Lampedusa al Nobel per la Pace. Caro dottor
Fede, cioè volevo dire Vespa. Ruby nipote di Mubarak.
Non chiamo Gheddafi per non disturbarlo. La legge
anticorruzione. La mia fidanzatina. Siamo tutti
intercettati. Solo cene eleganti. Riformare le
intercettazioni. Pagavo Ruby perchè non si
prostituisse. La rapina Mondadori. L'amico Lavitola.
Me ne vado da questo Paese di merda. Il miglior
premier degli ultimi 150 anni. Culona inchiavabile.
L'amico Gianpi.Faccio il premier a tempo perso. La
maggioranza è coesa. Ho i numeri alla Camera.
Traditori. Mi dimetto. Sic transit gloria immundi.
mercoledì 26 ottobre 2011
APPELLO DI ALEX ZANOTELLI SU ARMI E MANOVRA FINANZIARIA
Un appello di padre Alex Zanotelli contro la manovra finanziaria: tagliamo drasticamente le enormi spese militari italiane non i servizi sociali
Segnaliamo un nuovo appello di padre Alex Zanotelli sul tema della manovra finanziaria.
APPELLO
Manovra e armi: "Il male oscuro"
di Alex Zanotelli
In tutta la discussione nazionale in atto sulla manovra finanziaria, che ci costerà 20 miliardi di euro nel 2012 e 25 miliardi nel 2013, quello che più mi lascia esterrefatto è il totale silenzio di destra e sinistra, dei media e dei vescovi italiani sul nostro bilancio della Difesa. E’ mai possibile che in questo paese nel 2010 abbiamo speso per la difesa ben 27 miliardi di euro? Sono dati ufficiali questi, rilasciati lo scorso maggio dall’autorevole Istituto Internazionale con sede a Stoccolma(SIPRI). Se avessimo un orologio tarato su questi dati, vedremmo che in Italia spendiamo oltre 50.000 euro al minuto, 3 milioni all’ora e 76 milioni al giorno. Ma neanche se fossimo invasi dagli UFO, spenderemmo tanti soldi a difenderci!!
E’ mai possibile che a nessun politico sia venuto in mente di tagliare queste assurde spese militari per ottenere i fondi necessari per la manovra invece di farli pagare ai cittadini? Ma ai 27 miliardi del Bilancio Difesa 2010, dobbiamo aggiungere la decisione del governo, approvata dal Parlamento, di spendere nei prossimi anni, altri 17 miliardi di euro per acquistare i 131 cacciabombardieri F 35. Se sommiamo questi soldi, vediamo che corrispondono alla manovra del 2012 e 2013. Potremmo recuperare buona parte dei soldi per la manovra, semplicemente tagliando le spese militari. A questo dovrebbe spingerci la nostra Costituzione che afferma :”L’Italia ripudia la guerra come strumento per risolvere le controversie internazionali…”(art.11) Ed invece siamo coinvolti in ben due guerre di aggressione, in Afghanistan e in Libia. La guerra in Iraq (con la partecipazione anche dell’Italia), le guerre in Afghanistan e in Libia fanno parte delle cosiddette “ guerre al terrorismo”, costate solo agli USA oltre 4.000 miliardi di dollari (dati dell’Istituto di Studi Internazionali della Brown University di New York). Questi soldi sono stati presi in buona parte in prestito da banche o da organismi internazionali. Il governo USA ha dovuto sborsare 200 miliardi di dollari in dieci anni per pagare gli interessi di quel prestito. Non potrebbe essere, forse, anche questo alla base del crollo delle borse? La corsa alle armi è insostenibile, oltre che essere un investimento in morte: le armi uccidono soprattutto civili.
Per questo mi meraviglia molto il silenzio dei nostri vescovi, delle nostre comunità cristiane, dei nostri cristiani impegnati in politica. Il Vangelo di Gesù è la buona novella della pace: è Gesù che ha inventato la via della nonviolenza attiva. Oggi nessuna guerra è giusta ,né in Iraq, né in Afghanistan, né in Libia. E le folle somme spese in armi sono pane tolto ai poveri, amava dire Paolo VI. E da cristiani come possiamo accettare che il governo italiano spenda 27 miliardi di euro in armi, mentre taglia 8 miliardi alla scuola e ai servizi sociali?
Ma perché i nostri pastori non alzano la voce e non gridano che questa è la strada verso la morte?
E come cittadini in questo momento di crisi, perché non gridiamo che non possiamo accettare una guerra in Afghanistan che ci costa 2 milioni di euro al giorno? Perché non ci facciamo vivi con i nostri parlamentari perché votino contro queste missioni? La guerra in Libia ci è costata 700 milioni di euro!
Come cittadini vogliamo sapere che tipo di pressione fanno le industrie militari sul Parlamento per ottenere commesse di armi e di sistemi d’armi. Noi vogliamo sapere quanto lucrano su queste guerre aziende come la Fin-Meccanica, l’Iveco-Fiat, la Oto-Melara, l’Alenia Aeronautica. Ma anche quanto lucrano la banche in tutto questo.
E come cittadini chiediamo di sapere quanto va in tangenti ai partiti, al governo sulla vendita di armi all’estero (Ricordiamo che nel 2009 abbiamo esportato armi per un valore di quasi 5 miliardi di euro).
E’ un autunno drammatico questo, carico di gravi domande. Il 25 settembre abbiamo la 50° Marcia Perugia-Assisi iniziata da Aldo Capitini per promuovere la nonviolenza attiva. Come la celebreremo? Deve essere una marcia che contesta un’Italia che spende 27 miliardi di euro per la Difesa.
E il 27 ottobre sempre ad Assisi , la città di S. Francesco, uomo di pace, si ritroveranno insieme al Papa, i leader delle grandi religioni del mondo. Ci aspettiamo un grido forte di condanna di tutte le guerre e un invito al disarmo.
Mettiamo da parte le nostre divisioni, ricompattiamoci, scendiamo per strada per urlare il nostro no alle spese militari, agli enormi investimenti in armi, in morte.
Che vinca la Vita!
Alex Zanotelli
Napoli, 24 agosto 2011
Per sottoscrivere l'appello vai a
http://www.ildialogo.org/appelli/indice_1314206334.htm
Segnaliamo un nuovo appello di padre Alex Zanotelli sul tema della manovra finanziaria.
APPELLO
Manovra e armi: "Il male oscuro"
di Alex Zanotelli
In tutta la discussione nazionale in atto sulla manovra finanziaria, che ci costerà 20 miliardi di euro nel 2012 e 25 miliardi nel 2013, quello che più mi lascia esterrefatto è il totale silenzio di destra e sinistra, dei media e dei vescovi italiani sul nostro bilancio della Difesa. E’ mai possibile che in questo paese nel 2010 abbiamo speso per la difesa ben 27 miliardi di euro? Sono dati ufficiali questi, rilasciati lo scorso maggio dall’autorevole Istituto Internazionale con sede a Stoccolma(SIPRI). Se avessimo un orologio tarato su questi dati, vedremmo che in Italia spendiamo oltre 50.000 euro al minuto, 3 milioni all’ora e 76 milioni al giorno. Ma neanche se fossimo invasi dagli UFO, spenderemmo tanti soldi a difenderci!!
E’ mai possibile che a nessun politico sia venuto in mente di tagliare queste assurde spese militari per ottenere i fondi necessari per la manovra invece di farli pagare ai cittadini? Ma ai 27 miliardi del Bilancio Difesa 2010, dobbiamo aggiungere la decisione del governo, approvata dal Parlamento, di spendere nei prossimi anni, altri 17 miliardi di euro per acquistare i 131 cacciabombardieri F 35. Se sommiamo questi soldi, vediamo che corrispondono alla manovra del 2012 e 2013. Potremmo recuperare buona parte dei soldi per la manovra, semplicemente tagliando le spese militari. A questo dovrebbe spingerci la nostra Costituzione che afferma :”L’Italia ripudia la guerra come strumento per risolvere le controversie internazionali…”(art.11) Ed invece siamo coinvolti in ben due guerre di aggressione, in Afghanistan e in Libia. La guerra in Iraq (con la partecipazione anche dell’Italia), le guerre in Afghanistan e in Libia fanno parte delle cosiddette “ guerre al terrorismo”, costate solo agli USA oltre 4.000 miliardi di dollari (dati dell’Istituto di Studi Internazionali della Brown University di New York). Questi soldi sono stati presi in buona parte in prestito da banche o da organismi internazionali. Il governo USA ha dovuto sborsare 200 miliardi di dollari in dieci anni per pagare gli interessi di quel prestito. Non potrebbe essere, forse, anche questo alla base del crollo delle borse? La corsa alle armi è insostenibile, oltre che essere un investimento in morte: le armi uccidono soprattutto civili.
Per questo mi meraviglia molto il silenzio dei nostri vescovi, delle nostre comunità cristiane, dei nostri cristiani impegnati in politica. Il Vangelo di Gesù è la buona novella della pace: è Gesù che ha inventato la via della nonviolenza attiva. Oggi nessuna guerra è giusta ,né in Iraq, né in Afghanistan, né in Libia. E le folle somme spese in armi sono pane tolto ai poveri, amava dire Paolo VI. E da cristiani come possiamo accettare che il governo italiano spenda 27 miliardi di euro in armi, mentre taglia 8 miliardi alla scuola e ai servizi sociali?
Ma perché i nostri pastori non alzano la voce e non gridano che questa è la strada verso la morte?
E come cittadini in questo momento di crisi, perché non gridiamo che non possiamo accettare una guerra in Afghanistan che ci costa 2 milioni di euro al giorno? Perché non ci facciamo vivi con i nostri parlamentari perché votino contro queste missioni? La guerra in Libia ci è costata 700 milioni di euro!
Come cittadini vogliamo sapere che tipo di pressione fanno le industrie militari sul Parlamento per ottenere commesse di armi e di sistemi d’armi. Noi vogliamo sapere quanto lucrano su queste guerre aziende come la Fin-Meccanica, l’Iveco-Fiat, la Oto-Melara, l’Alenia Aeronautica. Ma anche quanto lucrano la banche in tutto questo.
E come cittadini chiediamo di sapere quanto va in tangenti ai partiti, al governo sulla vendita di armi all’estero (Ricordiamo che nel 2009 abbiamo esportato armi per un valore di quasi 5 miliardi di euro).
E’ un autunno drammatico questo, carico di gravi domande. Il 25 settembre abbiamo la 50° Marcia Perugia-Assisi iniziata da Aldo Capitini per promuovere la nonviolenza attiva. Come la celebreremo? Deve essere una marcia che contesta un’Italia che spende 27 miliardi di euro per la Difesa.
E il 27 ottobre sempre ad Assisi , la città di S. Francesco, uomo di pace, si ritroveranno insieme al Papa, i leader delle grandi religioni del mondo. Ci aspettiamo un grido forte di condanna di tutte le guerre e un invito al disarmo.
Mettiamo da parte le nostre divisioni, ricompattiamoci, scendiamo per strada per urlare il nostro no alle spese militari, agli enormi investimenti in armi, in morte.
Che vinca la Vita!
Alex Zanotelli
Napoli, 24 agosto 2011
Per sottoscrivere l'appello vai a
http://www.ildialogo.org/appelli/indice_1314206334.htm
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