venerdì 19 agosto 2011

TRIONFALE PROCESSIONE PER IL NUOVO EROE INDIANO ANNA HAZARE

NUOVA DELHI (Reuters) - Anna Hazare, l'attivista che si ispira a Mahatma Gandhi ormai divenuto un simbolo dell'indignazione pubblica nei confronti della corruzione endemica in India, ha lasciato oggi la prigione per iniziare il digiuno pubblico dopo aver vinto il braccio di ferro contro il governo, messo sotto pressione dalle proteste in tutto il subcontinente. Dopo tre giorni in carcere, il governo ha permesso ad Hazare di svolgere pubblicamente uno sciopero della fame di 15 giorni. Hazare, arrestato questa settimana, si era rifiutato di lasciare la prigione nonostante gli fosse stata concessa la libertà perché voleva il permesso di digiunare pubblicamente. L'uscita di Hazare dal carcere di Nuova Delhi è stata trasmessa in diretta dalle televisioni indiane mentre migliaia di sostenitori lo aspettavano tra celebrazioni assordanti.Una volta uscito dai cancelli ha guardato la folla e, alzando la mano in aria, ha urlato "vittoria per la madre India", prima di allontanarsi tra la folla a bordo di un camion pieno di bandierine. Uno dei suoi assistenti ha detto che, come prima cosa, Hazare andrà al monumento del Mahatma Gandhi e successivamente verso il parco nel centro di Delhi, dove i sostenitori stanno concludendo i preparativi per il suo digiuno. "In India non vediamo questo genere di cose da 60 anni", ha detto S.K. Sharma, manager 48enne, fuori dalla prigione in attesa di Hazare. "Se continua in questo modo per i prossimi quattro giorni, vedrete una nuova India, un paese cambiato." Il partito di governo sta affrontando movimenti di protesta che ricordano quelli degli anni 70, mentre il secondo governo del primo ministro Manmohan Singh è sotto accusa per non aver preso una posizione netta nella guerra alla corruzione. Le riforme politiche ed economiche sono paralizzate. Un team di medici segue da vicino le condizioni di salute di Hazare, che ha iniziato lo sciopero della fame in prigione. Un peggioramento delle sue condizioni potrebbe aggravare la crisi di governo, anche se i sostenitori hanno detto che non si tratta di un digiuno che potrebbe portare alla morte dell'attivista gandhiano. L'opposizione politica non è radicata e rimane debole. Il governo potrebbe sopravvivere alla crisi ma lo stallo potrebbe avere ripercussioni sulle riforme economiche e ledere l'immagine del partito di governo in vista delle elezioni del 2012 in alcuni stati chiave dell'India e, soprattutto, in vista delle elezioni generali del 2014

sabato 16 luglio 2011

BANCHIERE SVIZZERO - BILDERBERG E TREMONTI





Banchiere svizzero smaschera i criminali del BilderbergJosef Ackermann, CEO della Deutsche Bank e membro del Bilderberg, da tempo fattorino dei Rothschild, esemplifica i peggiori eccessi dei Bilderbergers.
“Il caso Strauss-Kahn dimostra quanto queste persone siano corrotte, mentalmente instabili, sature di vizi, vizi che vengono tenuti nascosti dagli ordini a cui appartengono. Alcuni di loro come Strauss-Kahn stuprano le donne, altri praticano il sado maso, altri ancora si dedicano alla pedofilia, molti si appassionano al satanismo. Quando andate in alcune banche potete vedere chiaramente questi simboli satanisti, come nella Banca dei Rothschild a Zurigo “.

“Hanno un nuovo piano per censurare Internet, perché Internet è ancora libero. Vogliono controllare e usare il terrorismo per creare il motivo. Potrebbero anche inventarsi qualcosa di orribile per avere una scusa”.
L’intervista ha avuto luogo il 30 maggio tramite il settimanale russo “NoviDen”.





D: Può dirci qualcosa riguardo il suo coinvolgimento nel settore bancario svizzero?


A: Ho lavorato per le banche svizzere per molti anni. Fui designato come uno dei direttori di una delle più grandi banche svizzere. Durante il mio lavoro venni coinvolto nel pagamento, nel pagamento diretto in contanti di una persona che uccise il presidente di un paese straniero. Ero presente alla riunione in cui venne deciso di dare questi soldi in contanti all’assassino. Tale decisione mi ha riempito di rimorsi. Non fu l’unico caso grave, ma fù sicuramente il peggiore. Vennero inviate istruzioni di pagamento su ordine di un servizio segreto straniero, scritte a mano, con le disposizioni di pagare una certa somma ad una persona che aveva ucciso un leader di un paese straniero. E non fù l’unico caso. Abbiamo ricevuto numerose lettere scritte a mano, provenienti da servizi segreti stranieri, che davano l’ordine di pagamenti in contanti, da conti segreti, per finanziare rivoluzioni o per l’uccisione di persone. Posso confermare quello che John Perkins ha scritto nel suo libro “Confessioni di un Sicario Economico”. Esiste veramente un solo Sistema e le banche svizzere hanno le mani in pasta in esso.


D: Il libro di Perkins è stato tradotto ed è disponibile in russo. Ci può dire di quale banca si tratta e chi è il responsabile?


A: Era una delle prime 3 banche svizzere a quell’epoca il responsabile fù il presidente di un paese del terzo mondo. Non voglio però entrare nei dettagli, mi troverebbero facilmente se dicessi il nome del presidente e il nome della banca. Rischio la mia vita.


D: Non è possibile fare il nome di una persona di quella banca?


R: No non posso, ma vi posso assicurare che tutto ciò è accaduto. Eravamo in molti nella sala riunioni. Il responsabile del pagamento fisico del denaro è venuto da noi (dirigenti) e ci ha chiesto se gli fosse consentito il pagamento di una così grande somma di denaro in contanti. Uno dei direttori spiegò lui il caso e tutti gli altri acconsentirono a procedere.


D: Accaddero spesso cose del genere? I soldi erano una specie di fondi neri?


R: Sì. Questo era un fondo speciale gestito in un posto speciale nella banca dove arrivavano tutte le lettere in codice dall’estero. Le lettere più importanti venivano scritte a mano. Una volta decifrate, contenevano l’ordine di pagare una certa somma di denaro da conti per l’assassinio di persone, il finanziamento di rivoluzioni, il finanziamento di attentati e per il finanziamento di ogni tipo di partito. So per certo che alcune persone all’interno del gruppo Bilderberg erano coinvolti in questo genere di operazioni. Hanno dato l’ordine di uccidere.


D: Puoi dirci in quale anno o decade tutto questo è accaduto?


R: Preferisco non darvi l’anno preciso ma è stato negli anni 80.


D: Hai mai avuto problemi con questo lavoro?


R: Sì, un problema molto grande. La notte non riuscivo a dormire e dopo un po’ lasciai la banca. Diversi servizi segreti provenienti dall’estero, soprattutto di lingua inglese, diedero l’ordine di finanziare azioni illegali, compresa l’uccisione di persone attraverso le banche svizzere. Dovevamo pagare, sotto ordine di potenze straniere, per l’uccisione di persone che non seguirono gli ordini del Bilderberg o del FMI o della Banca Mondiale, per esempio.


D: Quella che stai facendo è una rivelazione molto importante. Perché senti il bisogno di dirlo qui e adesso?


R: Perché il prossimo Bilderberg meeting si farà in Svizzera. Perchè la situazione mondiale peggiora sempre di più. Infine perché le maggiori banche Svizzere sono coinvolte in attività non etiche. La maggior parte di queste operazioni sono al di fuori del bilancio. Non sono sottoposte a verifica e non prevedono tasse. Si parla di cifre con molti zeri. Somme enormi.


D: Si parla di miliardi?


A: Molto ma molto di più, si parla di triliardi, illegali, non sottoposti a controllo fiscale. Fondamentalmente si tratta di una rapina per tutti. Voglio dire le persone normali pagano le tasse e rispettando le leggi. Quello che sta accadendo qui è completamente contro i nostri valori svizzeri, come la neutralità, l’onestà e la buona fede. Negli incontri dove fui coinvolto, le discussioni erano completamente contro i nostri principi democratici. Vedete, la maggior parte degli amministratori delle banche svizzere non sono più locali, sono stranieri, soprattutto anglosassoni, sia americani che britannici, non rispettano la nostra neutralità, non rispettano i nostri valori, sono contro la nostra democrazia diretta, basta loro usare le nostre banche come mezzi per fini illegali. Utilizzano enormi quantità di denaro creato dal nulla e distruggono la nostra società e distruggono le persone in tutto il mondo solo per avidità. Cercano il potere e distruggono interi paesi, come Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda. Una persona come Josef Ackermann, che è un cittadino svizzero, è l’uomo di punta di una banca tedesca e usa il suo potere per avidità e non rispetta la gente comune. Ha un bel paio di casi legali in Germania e ora anche negli Stati Uniti. E’ un Bilderberger e non si preoccupa della Svizzera o di qualsiasi altro paese.


D: Stai dicendo che, alcune di queste persone che citi parteciperanno alla imminente riunione del Bilderberg a St. Moritz?


R: Sì.


D: Quindi i partecipanti sono attualmente in una posizione di potere?


R: Sì. Hanno enormi quantità di denaro disponibile e lo utilizzano per distruggere interi paesi. Distruggono la nostra industria e la ricostruiscono in Cina. Dall’altra parte hanno aperto le porte a tutti i prodotti cinesi in Europa. La popolazione attiva europea guadagna sempre meno. Il vero obiettivo è quello di distruggere l’Europa.


D: Pensa che la riunione del Bilderberg a St. Moritz abbia un valore simbolico? Perché nel 2009 erano in Grecia, nel 2010 in Spagna e guardi cosa è successo loro. Può significare che la Svizzera dovrà subire qualcosa di brutto?


R: Sì. La Svizzera, per loro, è uno dei paesi più importanti, perché vi sono immensi capitali. Si riuniscono in Svizzera anche perchè vogliono distruggere ciò che questa terra rappresenta. Capisca che è un ostacolo per loro, non essendo nella UE o nell’euro, non del tutto controllata da Bruxelles e così via. Per quanto riguarda i “valori” non sto parlando delle grandi banche svizzere, perchè non hanno più niente di svizzero, la maggior parte di esse sono guidate da americani. Sto parlando, invece, del vero spirito svizzero a cui la gente comune tiene.


Certo che l’incontro ha e ha avuto un valore simbolico. Il loro scopo è quello di essere una specie di club elitario esclusivo che gestisce tutto il potere, mentre quelli sotto di loro, appassiscono.


D: Pensa che lo scopo del Bilderberg sia quello di creare una sorta di dittatura globale, controllata dalle grandi imprese globali, dove non esisteranno più gli stati sovrani?


R: Sì, la Svizzera è l’unico posto in cui vige ancora la democrazia diretta e lo stato si trova nel mirino di questi gruppi elitari (proprio perchè non è completamente asservito ad essi). Utilizzano il ricatto del “too big to fail”, come nel caso di UBS per far aumentare il debito del nostro paese, proprio come hanno fatto con molti altri paesi. Quello che si deduce è che forse si vuole fare con la Svizzera quello che è stato fatto con l’Islanda, in cui sia banche che paese erano in bancarotta.


D: Anche l’UE è sotto queste influenze negative?


R: Certo. L’Unione europea è sotto la morsa del Bilderberg.


D: Come pensa che si potrebbe fermare questo piano?


R: Beh, questa è la ragione per cui mi rivolgo a voi. La verità. La verità è l’unica strada. Fare luce sulla situazione, esporli ai riflettori. A loro non piace molto essere al centro dell’attenzione. Dobbiamo creare trasparenza nel settore bancario e in tutti i livelli della società.


D: Quello che sta dicendo ora, è che c’è un lato sano del business delle banche svizzere, mentre ci sono delle “mele marce”, cioè alcune grosse banche che fanno cattivo uso del sistema finanziario, per portare a termine le loro attivitù illegali.


R: Sì. Le grandi banche formano il loro personale con i valori anglo-sassoni. Li formano ad essere avidi e spietati. Avidità e spietatezza che stanno distruggendo la Svizzera e tutti gli altri paesi europei e mondiali. Come paese abbiamo, se si guardano le banche piccole e medie, la maggior correttezza finanziaria al mondo. Sono le banche grandi che operano a livello mondiale che sono fonte di problemi. Esse non sono più svizzere e non si considerano tali.


D: Pensi che sia una buona cosa che la gente stia esponendo il Bilderberg e mostrando chi siano veramente i suoi componenti?


R: Il caso Strauss-Kahn dimostra quanto queste persone siano corrotte, mentalmente instabili, sature di vizi, vizi che vengono tenuti nascosti dagli ordini a cui appartengono. Alcuni di loro come Strauss-Kahn stuprano le donne, altri praticano il sado maso, altri ancora si dedicano alla pedofilia, molti si appassionano al satanismo. Quando andate in alcune banche potete vedere chiaramente questi simboli satanisti, come nella Banca dei Rothschild a Zurigo. Queste persone vengono controllate tramite il ricatto data la loro debolezza mentale. Devono seguire ordini o saranno svergognati pubblicamente, distrutti o addirittura uccisi.


D: Da quando Ackermann è nel comitato direttivo del Bilderberg, pensa che abbia preso delle decisioni importanti?


R: Sì. Ma ce ne sono molti altri, come Lagarde, che probabilmente sarà il prossimo capo del FMI, ed è anche un membro del Bilderberg, poi Sarkozy e Obama. Hanno un nuovo piano per censurare Internet, perché Internet è ancora libero. Vogliono controllare e usare il terrorismo per creare il motivo. Potrebbero anche inventarsi qualcosa di orribile per avere la scusa.


D: Quindi è questa la sua paura?


A: Non è solo paura, ne sono certo. Come ho detto, hanno dato l’ordine di uccidere, sono quindi in grado di compiere azioni terribili. Se avessero la sensazione che stanno per perdere il controllo, come nelle rivolte in Grecia e in Spagna, con l’Italia che probabilmente sarà la prossima, allora faranno un altro Gladio. Ero vicino alla rete Gladio. Come sapete istigarono il terrorismo pagandolo con soldi americani per controllare il sistema politico in Italia e in altri paesi europei. Per quanto riguarda l’assassinio di Aldo Moro, il pagamento è stato fatto attraverso lo stesso sistema come ti ho detto su.


D: Ackermann faceva parte di questo sistema di pagamenti?


A: (Sorriso) … E’ lei il giornalista. Guardì come la sua carriera è arrivata rapidamente alla cima.


D: Cosa pensa si possa fare per impedirglielo?


R: Beh ci sono molti buoni libri là fuori che spiegano il contesto e fanno chiarezza sull’argomento, come quello che ho citato di Perkins. Queste persone hanno veramente sicari che vengono pagati per uccidere. Alcuni di loro ricevono i soldi attraverso le banche svizzere. Ma non solo, hanno un sistema capillarizzato in tutto il mondo. Per evitare che esso venga scoperto sono addestrate a fare di tutto. Quando dico di tutto intendo tutto proprio.


D: Attraverso l’informazione si potrebbero sgominare?


R: Sì, bisogna dire la verità. Siamo di fronte a criminali davvero spietati, compresi grandi criminali di guerra. Sono pronti e in grado di uccidere milioni di persone solo per restare al potere e avere il controllo.


D: Può spiegarci dal suo punto di vista, perché i mass media in Occidente se ne stanno più o meno completamente in silenzio per quanto riguarda il gruppo Bilderberg?


R: Perche’ esiste un accordo tra loro e i proprietari dei mezzi di comunicazione. Alle riunioni vengono invitate anche alcune personalità di spicco del mondo dei media, ma viene detto loro di non riferire nulla di ciò che vedono o sentono.


D: Nella struttura del Bilderberg, vi è una cerchia interna che conosce i piani e poi c’è una maggioranza che segue solo gli ordini?


R: Sì. Hai la cerchia interna dedita al satanismo ci sono poi le persone ingenue o meno informate. Alcuni addirittura pensano di fare qualcosa di buono, nella cerchia esterna.


D: Secondo i documenti esposti e le stesse dichiarazioni, il Bilderberg ha deciso nel 1955 di creare l’Unione europea e l’Euro, quindi hanno preso importanti decisioni.


R: Sì e deve sapere che il Bilderberg è stato fondato dal principe Bernardo, ex membro delle SS e del partito nazista lavoro infine anche per la IG Farben, che era una sussidiaria della Cyclone B. L’altro tipo che ha fondato il gruppo era a capo della Occidental Petroleum, che aveva stretti rapporti con i comunisti dell’Unione Sovietica. Lavorarono per entrambe le parti, in realtà, però, queste persone sono fascisti che vogliono controllare tutto e tutti quelli che si frappongono sulla loro strada vengono “rimossi”.


D: Come fanno a mantenere queste operazioni fuori del sistema internazionale Swift?


R: Beh, alcune delle liste Clearstream erano vere in pricipio. Inserirono solo dei nomi falsi per far credere alla gente che l’intero elenco fosse falso. Anche loro fanno degli errori. Il primo elenco era vero e si possono estrapolare un sacco di cose. Vedete, ci sono delle persone in giro che scoprono le irregolarità e poi trasmettono agli altri la verità. Verranno poi ovviamente costituiti disegni di legge che ridurranno al silenzio questo genere di persone. Il miglior modo per fermarli è quello di dire la verità, portando alla luce le loro malefatte. Se non riusciamo a fermarli diventeremo i loro schiavi.


D: Grazie per questa intervista.




VIDEO SCONVOLGENTE - PERCHE' TREMONTI DOVREBBE ESSERE ARRESTATO





settimanale russo: http://noviden.info/article_239.html

la traduzione: http://neovitruvian.wordpress.com/2011/06/10/banchiere-svizzero-smaschera-i-c...

aggiornamenti dalla svizzera: http://www.infowars.com/bilderberg-2011-full-official-attendee-list/

la soluzione: 
http://moneyrevolution.weebly.com/italiano.html








venerdì 8 luglio 2011

AMIANTO E URANIO IN VAL DI SUSA

Amianto e uranio in valle di Susa? Lo sostengono gli studi dell'Arpa e dell'Università, mentre i politici negano...perchè?







1 luglio 2011. Un'attivista del movimento spiega alle forze dell'ordine che hanno militarizzato la valle di Susa le ragioni del No Tav.

giovedì 7 luglio 2011

TREMONTI DA' DEL CRETINO A BRUNETTA - FUORI ONDA CONFERENZA FINANZIARIA

Il miracolo di Brunetta e Tremonti: sono riusciti a far ridere gli italiani mentre annunciavano una manovra da lacrime e sangue...

Galeotto fu il microfono e chi lo accese. L’avrà pensata così Giulio Tremonti quando ha appreso la notizia che un cronista di Repubblica Tv ha registrato un suo fuori onda in cui sciorina giudizi tutt’altro che gentili all’indirizzo del collega Renato Brunetta.

Che fra i due non sia mai corso buon sangue è cosa nota, ma le immagini che mostrano il titolare dell’Economia dare del cretino al ministro della Funzione pubblica, per giunta in una conferenza stampa che illustra la manovra economica del governo, un certo effetto lo fanno.

Non sembra che sia passato neanche tanto tempo da quel novembre 2009, quando Tremonti minacciò pubblicamente di “prendere a calci in c…” Brunetta dopo un parapiglia sulla sua riforma della pubblica amministrazione.
A questo giro la riforma è quella di Tremonti e quando il titolare della Funzione pubblica prende la parola per illustrare gli aspetti che riguardano il dicastero da lui diretto, “questo è un intervento suicida”, dice, i segnali di insofferenza di Giulio si fanno sempre più evidenti. Prima si limita a un commento pungente che condivide con il ragioniere generale dello Stato Mario Canzio: “Il tipico intervento suicida, è proprio un cretino”. Il funzionario è d’accordo con i giudizi del ministro: “In una manovra da 35 miliardi, il pubblico impiego è allo 0,6. E’ inutile che glie ne parli, vero?”.

Brunetta continua il suo intervento e Tremonti è sempre più innervosito. Dopo avere incassato il sostegno del capo di gabinetto del ministero Vincenzo Fortunato, il ministro dell’Economia si rivolge direttamente al titolare del Welfare Maurizio Sacconi: “Hai sentito quello che dice? Ma è scemo?”. Dopo la comprensione dei suoi collaboratori, Tremonti incassa anche quello del collega di governo. “Non lo seguo nemmeno”, risponde un annoiato Sacconi.

Brunetta nel frattempo procede come un treno e parla di un argomento che gli sta molto a cuore: la visita fiscale per i dipendenti pubblici che rimangono a casa dal lavoro perché in malattia. “Saranno fatte prima delle festività”, dice il capo della Funzione pubblica. E Tremonti? Continua ad affermare il suo pensiero: “Questo qui è proprio un cretino”.

Brunetta ha poi riferito in una nota che durante il Consiglio dei ministri di oggi sono arrivate le scuse di Tremonti. “E’ venuto Giulio e mi ha abbracciato, chiedendomi scusa. Io, però, non ho ancora capito cosa sia successo. Ma si sa, non sono veloce di comprendonio”.

Al di là del lieto fine, l’episodio è stato commentato con sarcasmo dal leader dell’Italia dei ValoriAntonio Di Pietro: “E’ umiliante vedere lo stato di degrado morale e di sfiducia reciproca che esiste all’interno di questo governo che evidentemente ha come unico collante la la poltrona, la cadrega, come dicono i leghisti che sono diventati capipoltrona da capipopolo”.

Prova a buttare acqua sul fuoco il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani che parla di “incidente chiuso” invitando tutti gli esponenti del governo al matrimonio di Brunetta in programma per domenica prossima a Ravello, in costiera amalfitana. Peccato che l’invito di Romani sarà raccolto anche da alcuni precari che andranno a contestare il ministro. Ma tanto per lui quella è solo “l’Italia peggiore”.

giovedì 30 giugno 2011

L'ITALIA IMBAVAGLIA DEFINITIVAMENTE INTERNET : BASTERA' UN SOSPETTO PER OSCURARE UN SITO

L'Italia imbavaglia definitivamente Internet

di Edoardo Capuano - 29 giugno 2011

In Italia il premier assieme ai suoi amici, compresi quelli che fanno finta
di essere all'opposizione (salvo qualche eccezione), hanno trovato un'ottima
soluzione per censurare ogni tipo di contenuto scomodo postato in rete.

Il prossimo 6 luglio (2011) entrerà in vigore una legge bavaglio, per
tutelare il copyright online, e sarà una evidente forma di censura del web.
Si tratta della delibera Agcom (Autorità garante delle comunicazioni)
redatta, in realtà, per tutelare gli interessi dei media di Silvio
Berlusconi e delle lobby dell'audiovisivo, con il consenso del centro
destra.

"Questo è un vero atto di guerra contro la libertà di espressione",
sostengono molte associazioni italiane che hanno lanciato questo allarme
come: Agorà Digitale, Assoprovider-Confcommercio, Studio Legale Sarzana,
Adiconsum, Altroconsumo, Assonet-Confesercenti.

Queste associazioni avevano già lanciato un campanello d'allarme contro i
rischi della delibera-censura, ma forse non si aspettavano un simile
evolversi della situazione. Luca Nicotra, segretario di Agorà Digitale,
associazione di area Radicale, sostiene che Corrado Calabrò, presidente
Agcom, vuole approvare in fretta e furia questa vergognosa delibera che
permetterà di oscurare siti web colpevoli di favorire la pirateria. Il tutto
senza celebrare alcun regolare processo, ma solo su semplice segnalazione da
parte dei detentori di copyright.

Il diritto d'autore sul web - spiega Luca Nicotra - spazia su un'infinità di
ambiti per cui l'industria del copyright potrebbe mettere in piedi una vera
Task force con il compito di segnalare presunte irregolarità all'autorità,
come è già accaduto in certe nazioni. È evidente che l'autorità non potrà
far fronte alle presumibili decine di migliaia di segnalazioni. Accadranno
cose senza senso: decisioni sommarie, ai danni di siti anche corretti.
L'Italia è il primo paese al mondo che da un simile potere all'Autorità
garante delle comunicazioni. Stando alla delibera salta fuori una curiosità:
il gestore del sito oscurato da Agcom potrà anche difendersi, ma non
l'utente che ha postato il contenuto oggetto della contestazione.

L'aspetto più grave di questa delibera-censura è che avrà anche uno scopo
ben preciso nell'ambito politico. Servirà a far tacere tutti i media della
rete che non si adegueranno alle linee guida del potere.

Mediaset beneficerà ampiamente di questa legge visto che potrà finalmente
tutelare tutti i suoi diritti d'autore sul web. Mediaset è nota in tutto il
mondo per aver denunciato in passato Google e Youtube. Lo scopo finale di
Mediaset, e questa nuova legge glielo consentirà, è modellare Internet in
modo simile alle leggi di mercato che essa conosce e depotenziandone la
minaccia al suo business. Lo ha già fatto. Ve la ricordate la delibera sulle
web tv?

Se la delibera passerà così com'è le associazioni, sopra menzionate, non
staranno certo a guardare. È già pronto il ricorso al TAR del Lazio ed
eventualmente a Bruxelles. Le associazioni sono certe che il TAR bloccherò
immediatamente la delibera in quanto illegittima perché viola apertamente i
diritti fondamentali del cittadino. Ma visto che ci sono in gioco grossi
interessi di Silvio Berlusconi a far passare le norme, il governo potrebbe
successivamente salvarsi con un decreto, in caso di blocco al Tar.

http://www.ecplanet.com/node/2560

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Agcom: basterà un sospetto per oscurare un sito

28-06-2011

Il 6 luglio una delibera del Garante delle Comunicazioni (Agcom) potrebbe
consentire all’Autorità di cancellare e oscurare siti internet solo
sospettati di violare il diritto d’autore senza alcun processo. Il rischio è
che la legittima tutela del copyright si tramuti in censura arbitraria.

La delibera colpisce anche i siti privati

Non vi è alcuna differenza se il sito o il portale è privato o pubblico o
esercita la propria attività per fini di lucro, o sia un sito amatoriale o
un blog personale. In tutti i casi di “uploading” di contenuti su internet,
su qualsiasi piattaforma, l’Autorità, in caso di segnalata violazione,
potrà operare il procedimento di cancellazione o di inibizione mediante il
blocco dell’indirizzo IP o del Domain Name Systems. Il titolare del sito o
il provider dovrà cancellare i file sospetti (senza alcuna verifica in
contraddittorio sulla legittimità o meno del contenuto) nel giro di 48 ore,
in caso non lo faccia si aprirà un procedimento sommario davanti
all’Autorità della durata di soli 5 giorni. Trascorsi i quali i contenuti
saranno cancellati dall’Autorità o inibiti dai provider su ordine
dell’Autorità.

Basta un solo sospetto

L’Autorità quindi avrà il potere di intervenire su siti che siano
semplicemente sospettati di contenere non solo file musicali, articoli,video
coperti da copyright ma anche ad esempio fotografie o video amatoriali
caricati su qualche piattaforma (Youtube o Facebook ad esempio) contenenti
un qualche sottofondo musicale, oppure software liberi che contengano
componenti sospettate di violazione di diritti di autore; e ancora banche
dati online pubbliche o private contenenti almeno un file sospetto per il
quale non è stata rilasciata l’autorizzazione da parte del titolare, e
infine tutti i video caricati dalle web tv.

L’Agcom non può esercitare funzioni giudiziarie

Il sistema di cancellazione o di inibizione funzionerà in maniera del tutto
autonoma senza alcuna verifica della posizione di colui che ha inserito il
file. L’intera procedura, avviata dalle segnalazioni degli stessi titolari
dei diritti d’autore, si conclude in 5 giorni senza alcuna forma di
consultazione o di interazione con l’Autorità giudiziaria: niente indagini,
quindi, compiute dalla polizia e niente possibilità da parte del titolare
del sito di appellarsi all’autorità giudiziaria. Non vi è nemmeno un
passaggio dell’intera procedura all’interno del quale venga coinvolto un
magistrato. Eppure va detto che l’Autorità per le garanzie nelle
comunicazioni non è un giudice e non può esercitare funzioni giudiziarie
attribuite solo alla Magistratura dalla nostra Costituzione.

Una petizione per la rete libera

Altroconsumo, assieme ad Adiconsum, Agorà Digitale, Assonet-Confesercenti,
Assoprovider-Confommercio e Studio legale Sarzana, ha promosso una petizione
online su sitononraggiungibile.it, che in queste ore funziona però a fatica.
Scopo della petizione, fare in modo che l’Agcom riveda il testo della
delibera prendendo in più seria considerazione i diritti degli utenti o si
astenga completamente dall’intervenire, considerate le sue limitate
prerogative in materia e rimetta, con una apposita Comunicazione, la
necessaria riforma del diritto d’autore nel nuovo scenario tecnologico
digitale al Parlamento.

http://www.altroconsumo.it/accesso-ai-contenuti/agcom-bastera-un-sospetto-pe
r-oscurare-un-sito-s309143.htm

martedì 31 maggio 2011

LA SCRUTATRICE SORRIDENTE

BERLUSCONI VOTA – IL VIDEO - Il presidente del Consiglio è andato a votare, domenica intorno alle 20. Si è recato presso la scuola Dante Alighieri di via Scrosati dove ha espresso anch’egli la propria preferenza per il candidato sindaco. Facile intuire se avrà messo il segno sul nome di Letizia Moratti o Giuliano Pisapia. Ai presenti è apparso sorridente e rilassato. Ha scambiato qualche parola con gli scrutatori ma non ha voluto lasciare alcuna dichiarazione ai cronisti: «C'è silenzio stampa, come è logico che sia», si è limitato a dire. Con una scrutatrice non ha potuto fare a meno di inscenare un siparietto, rimproverandola scherzosamente: «lei è sempre poco sorridente, non si preoccupi: sorrida!».

T'el chi el Bunga Bunga!!!! AMMINISTRATIVE 2011

T'el chi el Bunga Bunga!!!! Questa è poesia

55% A MILANO
65% NAPOLI
56% TRIESTE
59% CAGLIARI
57% GROSSETO
52% NOVARA
52% RIMINI
59% PORDENONE
59% CROTONE
57% ARCORE

"Nel momento della prova suprema, il nostro pensiero va a Silvio. A furia di evocare il cadavere del comunismo, ha finalmente portato un comunista a sindaco della sua città. A furia di chiedere un voto contro i magistrati, è riuscito a far eleggere un magistrato a sindaco di Napoli. Grazie Silvio.” (cit. Marco Travaglio


Tu chiamale se vuoi elezioni...
di Barbara Fois - Liberacittadinanza - 31 maggio 2011
Il centro sinistra stravince a Napoli, Milano, Cagliari, Trieste, Novara, Gallarate, Grosseto e perfino ad Arcore: non sono vittorie è un plebiscito, una Caporetto della destra! Ma sui dati va fatta una riflessione seria, non solo sulla sconfitta della destra, ma anche sulla vittoria della sinistra
Una giornata nera per il centrodestra, travolto da una valanga, da uno tzunami di voti per il centrosinistra. Gli elettori hanno bocciato il cavaliere con le sue ossessioni, le sue barzellette sconce, le sue figuracce internazionali e hanno punito anche la sua corte volgare e incapace. L’ha detto chiaro Vendola in piazza del Duomo a Milano, fra le urla e gli applausi della gente felice, liberata, e ha aggiunto: la prossima tappa è palazzo Chigi. E questa non è solo una sfida lanciata alla destra, ma anche al PD. Ma di questo parleremo dopo, prima parliamo della bocciatura del cavaliere.

Eh sì, parliamone! Non perché prima d’ora non abbia mai perso, anzi: pensiamo al 2006! Ma dietro aveva ancora gran parte del paese e si sentiva, era tangibile. La gente aveva ancora fiducia in lui anche perché la sinistra appariva disorientata, divisa e insicura. Adesso non è più così: il vento è davvero cambiato e porta il profumo intenso dei gelsomini dall’Africa vicina.

Adesso si sente che la gente si è svegliata, come da un coma, da uno stato catatonico indotto dalla droga di mille reality, dalla disinformazione pilotata di un giornalismo d’accatto, fatto da penne vendute. La gente è sveglia e vigile ora e riempie le piazze con un entusiasmo che è uguale a Milano come a Napoli, a Cagliari come a Trieste. Non voglio dire che il 30 maggio diventerà come il 25 aprile, ma certo anche questa è una festa di liberazione: dalle bugie, dalla paura, dall’asservimento. L’incantesimo si è rotto, il re è nudo e tutti ora lo vedono per quel che è, ma che è sempre stato: un ometto ridicolo e patetico, volgare e molesto, chiuso nel proprio egotismo, incapace di autocritica, alieno dal rispetto verso gli altri. Un uomo abituato a comprare uomini e voti, che crede che tutto abbia un prezzo e che sia sempre alla portata della sua borsa. Che tratta le donne come bambole di carne, da usare e da buttare. Un uomo che ormai sa dire solo bugie e che recita le sue convinzioni come un mantra: toghe rosse, dittatura dei giudici, sinistra cogliona, comunisti puzzolenti... la gente lo ha bocciato proprio per quello che ha detto e fatto durante la campagna elettorale. Tutti se ne sono accorti nel suo partito, fra i suoi alleati, tutti ora apertamente parlano di un “dopo Berlusconi” ormai irrimandabile, solo lui sembra ignorarlo, solo lui chiude occhi e orecchie: non vuol vedere, sentire, capire.

Stavolta però non basterà tirar fuori il libretto di assegni, è andato troppo oltre. Conosco Milano: metà della mia famiglia ci vive e conosco anche gli ambienti bene e non solo quelli radical-chic, ma anche quelli moderati che erano il suo elettorato e non fatico a immaginare lo scoramento e l’indignazione furente davanti all’immagine indecorosa del cavaliere questuante e delirante davanti ad un Obama sprezzante e glaciale. Un ometto che si lamenta dei giudici comunisti che lo vogliono processare, indifferente alla tragedia di un mondo schiacciato dalla crisi economica, devastato da disastri naturali, ferito da guerre sanguinose, da scontri violenti, da rivolte diffuse, da movimenti e fermenti nuovi e consapevoli.

E’ andato troppo oltre anche per i più reazionari, anche per i più conservatori, che lo hanno abbandonato, come fosse un battello che affonda nel mare magno dei suoi incubi.

Perché il cavaliere è un uomo malato nel corpo e nello spirito, ormai prigioniero delle proprie esigenze e delle proprie pulsioni, delle proprie debolezze e delle proprie paure. Un uomo che non può più rappresentare un paese in modo decoroso, ma nemmeno il proprio partito.

Prima o poi ci sarà una sanguinosa resa dei conti. Intanto stasera Bondi si è dimesso da coordinatore del partito: ha detto che lo ha fatto per lasciare a Berlusconi mano libera su come vorrà cambiare anche le rappresentanze del partito. Da questo si capisce cosa avverrà: qualcun altro sarà punito per le colpe del cavaliere, diventerà il capro espiatorio di errori non suoi.Come diceva la regina di cuori di Alice nel paese delle meraviglie “qualche testa rotolerà” e sarà il cavaliere a tagliarla.

Perché se vuole che tutto resti com’è, tutto dovrà cambiare, per cercare di confondere i propri elettori momentaneamente offesi e disgustati. Non è da escludere che magari si inventi un altro partito di cui essere nuovamente padrone e signore, ma ormai non ha abbastanza credibilità, ha fatto il suo tempo, ma dopo di lui sarà comunque il diluvio per il PdL.

Certo pe salvarsi non basterà rifarsi il look, ritoccare il trucco: dovrà infatti vedersela anche con la Lega, parte della quale non gli perdona gli errori di modi e di toni di questa campagna elettorale e gli addossa, come ha fatto Salvini a “Otto emmezzo”, la colpa della sconfitta.

La base leghista lo disprezza apertamente e non ne fa mistero a Radio Padania e sui blog in internet, e anche di questo Bossi & company dovranno tenere conto: fra l’altro hanno perso Novara e a Gallarate è stato un disastro e non a caso.Vedremo, ma comunque questi sono problemi loro.

Ma parliamo ora della sinistra: dunque ha vinto. Ma chi ha vinto? Perché questa non è una domanda inutile. Il PD ha vinto facilmente in città sicure come Torino e Bologna, ma le tre vittorie più eclatanti riguardano città difficili come Milano, Napoli e se permettete la mia Cagliari. Non ne parlo per partigianeria o per amor di patria, ma perché Cagliari era in mano alla destra ormai da vent’anni: non si era allineata su posizioni di centro sinistra nemmeno ai tempi della vittoria di Soru. In mano a poche famiglie di palazzinari, vedeva eleggere continuativamente ormai dal lontano 1979 ( a parte un breve intervallo di un anno nel 1980-81 e poi di due anni nel 1990-92) solo sindaci di destra. Cagliari è una città di provincia difficile, moderata, sospettosa, senza illusioni e ostile ai cambiamenti, eppure oggi ha dato il 59,4 per cento a un candidato della sinistra radicale, vendoliano di stretta osservanza, un giovane di 35 anni, lavoratore precario: Massimo Zedda.

Dunque Zedda ha vinto, dopo aver battuto alle primarie ( altra cosa eclatante) Antonello Cabras, un vecchio volpone della politica - un tempo con me nel vecchio PSI - attuale senatore del PD. Zedda è stato supportato e voluto soprattutto dai giovani, molti brillanti ma precari come lui ( li conosco: alcuni si sono laureati con me e nonostante il talento sono ancora a spasso), che si sono spesi sino allo spasimo e ce l’hanno fatta a conquistare e convincere i miei concittadini sempre un po’ riottosi: così un giovanissimo outsider è ora al governo della città. Non riesco ancora a capacitarmene, ma credetemi: era da tanto che non mi sentivo così felice.

Ben altra storia e ben altro peso hanno certamente le vittorie di Pisapia a Milano e di DeMagistris a Napoli, soprattutto per i problemi e per le attese che le hanno accompagnate, ma attenzione, una cosa hanno in comune con quella di Zedda: anche questi due neo sindaci sono degli outsider. Anche Pisapia ha vinto alle primarie contro il candidato del PD, ma il caso napoletano è ancora più complesso: addirittura DeMagistris non lo voleva candidare nessuno! E dopo il pasticcio delle primarie taroccate si è perfino candidato contro quello del PD, in un’altra lista. Questo dato ci deve far riflettere e molto profondamente. Ma soprattutto dovrebbe far riflettere il PD, sempre alla rincorsa di Casini e del centro ( ma il centro di che???), incapace di vedere che quando vince lo fa con la sinistra, nonostante il suo elettorato stia cercando di farglielo capire in tutti i modi e da tempo. Speriamo che sia in grado di afferrarlo almeno Bersani, visto che l’intelligentissimo D’Alema come sempre non ha capito niente (ma và?!) e infatti ha detto che adesso è il momento di allearsi con Casini. Prima manderanno in pensione anche lui e prima riusciranno forse a diventare un partito di governo.

Oggi dunque non abbiamo tagliato un traguardo, non siamo all’arrivo, a fine gara: questa è solo una partenza, la competizione è ancora tutta da fare, il percorso è accidentato e in salita e dobbiamo esserne consapevoli.

Anche fra di noi ci sono tanti nodi da sciogliere, ma molta strada è stata fatta e molta strada ha fatto soprattutto Vendola, il vero vincitore morale di queste elezioni. E lui lo sa, tanto da proporsi e non troppo velatamente per la leadership del Centro sinistra. Quel grido in piazza del Duomo, come dicevamo all’inizio, va letto infatti come una proposta della propria candidatura. La qual cosa, come si capisce bene, incontrerà non poche difficoltà.

Vedremo e discuteremo, cercando di non dividerci e sbriciolarci come al solito e anche questa non sarà una cosa semplice. Ma oggi, cari amici e compagni, festeggiamo, alziamo i calici e brindiamo ( io con l’acqua, mi scuserete ma sono astemia): battiamo i bicchieri alla ritrovata fiducia nei cittadini di questo paese, alla sinistra che sembra essersi ritrovata, ai giovani che sono tornati a impegnarsi in politica e che faranno la differenza e al futuro che si comincia a intravvedere, fra le nubi, davanti a noi.

Auguri dunque e in bocca al lupo ai neo sindaci e a tutti noi ad maiora !!!